
Museo della Civiltà Contadina Francoprovenzale “Vincenzo Rubino”
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Museo della Civiltà Contadina Francoprovenzale “Vincenzo Rubino” Custodire la memoria di una comunità significa preservare i gesti, le fatiche e le parole che ne hanno tracciato il cammino nei secoli.…
Museo della Civiltà Contadina Francoprovenzale “Vincenzo Rubino”
Custodire la memoria di una comunità significa preservare i gesti, le fatiche e le parole che ne hanno tracciato il cammino nei secoli. All’interno del Museo della Civiltà Contadina Francoprovenzale “Vincenzo Rubino” a Celle di San Vito è conservata una preziosa raccolta di oggetti della tradizione che racconta la vita quotidiana di un territorio unico. Questo spazio espositivo, composto di collezioni di manufatti d’epoca, rappresenta la testimonianza storico-culturale della civiltà prettamente contadina, pastorale e artigianale della comunità locale. Gli strumenti esposti mettono in luce l’evoluzione sociale del borgo, offrendo ai visitatori un quadro nitido di come gli abitanti affrontassero le sfide quotidiane legate al lavoro e alla sussistenza in Appennino.
Per il viaggiatore che si chiede cosa vedere a Celle di San Vito per comprendere le radici più profonde del territorio, questa istituzione culturale rappresenta una tappa da non perdere. Attraverso gli arnesi da lavoro e le ricostruzioni domestiche, l’esposizione permette di entrare in contatto diretto con la quotidianità del passato, svelando l’anima autentica del comune più piccolo della Puglia.
Un borgo accogliente custode di una lingua antica
Celle di San Vito accoglie il visitatore con le sue case in pietra, i vicoli curati e un’atmosfera di quiete scandita dal ritmo delle stagioni. Camminare tra le strade di questo centro dell’entroterra significa attraversare un pezzo di storia medievale, dove l’ospitalità della comunità si percepisce in ogni piazza.
La principale particolarità del paese è la conservazione della cultura francoprovenzale nei Monti Dauni. Questa eredità immateriale si riflette non solo nella parlata locale, ma si ritrova impressa negli stessi oggetti esposti nel museo territoriale, i quali venivano indicati e usati secondo le regole di una parlata tramandata fino ai giorni nostri attraverso le generazioni.
La storia della collezione e le radici della civiltà rurale
La tutela di questo patrimonio ha una storia di alcuni decenni. La nascita della collezione è legata all’istituzione della locale sede dell’Archeoclub delle Comunità Francoprovenzali di Faeto e Celle di San Vito, avvenuta nel 1986. Due anni dopo, l’8 agosto 1988, venne inaugurato il Centro Archeologico Etnografico di Faeto. Oggi questa rete della memoria si esprime al meglio attraverso il museo etnografico territoriale delle comunità francoprovenzali di Faeto e Celle di San Vito, riconosciute come le uniche colonie linguistiche del genere esistenti nell’Italia centro-meridionale. La struttura raccoglie attrezzi di eccezionale interesse che venivano usati dalla gente non solo per il lavoro dei campi, ma anche per tante altre attività connesse alla vita stessa e alla sussistenza del contadino.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso tre sezioni che raccontano la vita quotidiana e le tradizioni della comunità francoprovenzale. “Casa contadina com’era” ricostruisce gli ambienti domestici di un tempo, dalla cucina alla camera da letto, con arredi e oggetti di uso quotidiano. “Le botteghe e la memoria delle mani” è dedicata agli antichi mestieri, attraverso gli strumenti utilizzati dagli artigiani, tra cui il calzolaio e il fabbro. La sezione “Vita contadina” raccoglie invece gli attrezzi impiegati nella coltivazione della terra, nella conservazione dei prodotti agricoli, nell’allevamento e nella lavorazione del latte, insieme a finimenti e contenitori utilizzati per il trasporto.
Questo nucleo culturale è un pilastro fondamentale per comprendere la complessità dei musei dell’Alta Valle del Celone, offrendo un quadro completo sulle minoranze linguistiche e i borghi storici della Puglia. L’esposizione rappresenta un punto di riferimento tra i musei della civiltà contadina nelle aree interne, attirando studiosi e turisti interessati al turismo lento e ai cammini storici della Daunia, data la vicinanza ai percorsi della Via Francigena. La visita permette di riscoprire le tradizioni popolari e il patrimonio immateriale dei Monti Dauni, inserendosi perfettamente all’interno degli itinerari culturali dell’Alta Valle del Celone che collegano la storia di Celle a quella delle vicine Faeto e Castelluccio Valmaggiore.
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Gli attrezzi storici e i racconti della civiltà contadina sono solo il primo passo per innamorarsi del nostro territorio.
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Celle di San Vito
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