
26 Dicembre – Sagra delle pettole
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Sagra delle pettole a Castelluccio Valmaggiore: il 26 Dicembre sa di casa Ogni anno, il giorno di Santo Stefano, Piazza Umberto I si trasforma in qualcosa di difficile da spiegare…
Sagra delle pettole a Castelluccio Valmaggiore: il 26 Dicembre sa di casa
Ogni anno, il giorno di Santo Stefano, Piazza Umberto I si trasforma in qualcosa di difficile da spiegare a chi non c’è mai stato. L’olio d’oliva sfrigola nelle pentole, l’odore caldo della pasta fritta sale tra i vicoli del centro storico, e intorno al fuoco si raccolgono famiglie, anziani, bambini e forestieri capitati lì per caso, o per scelta.
La Sagra delle Pettole di Castelluccio Valmaggiore è uno di quegli eventi che non ha bisogno di grandi scenografie: bastano le pettole, la piazza, la gente. Un appuntamento che si ripete da oltre trent’anni il 26 dicembre e che nel tempo è diventato uno dei momenti più attesi tra le sagre e tradizioni natalizie dell’Appennino Dauno.
Le Pettole: pasta lievitata fritta, semplicità che diventa identità
Le pettole pugliesi sono frittelle di pasta lievitata morbida, tirate a mano e tuffate nell’olio d’oliva bollente fino a gonfiarsi in piccole nuvole dorate. Niente di più, niente di meno. Eppure questa ricetta tradizionale, tramandata di cucina in cucina, da nonne a nipoti, racconta da sola secoli di cultura gastronomica contadina.
Nell’enogastronomia della Valle del Celone, le pettole occupano un posto speciale. Sono il cibo del Natale, quello che si prepara nelle case nelle settimane dell’Avvento, che profuma le feste e unisce le generazioni attorno a un tavolo. A Castelluccio, questo patrimonio culinario è uscito dalle cucine private ed è diventato evento collettivo, raduno di comunità, momento di condivisione aperto a tutti.
Un borgo medievale sull’Appennino Dauno
Castelluccio Valmaggiore è un piccolo borgo dell’Alta Valle del Celone, aggrappato a un crinale dei Monti Dauni, a circa 700 metri sul livello del mare. Il suo centro storico conserva l’impianto originario medievale, con vicoli stretti, case in pietra e una torre circolare di origine bizantina che domina il paesaggio da secoli.
È uno di quei luoghi dove il tempo non si è fermato, ha solo rallentato. Castelluccio è membro dei Borghi Autentici d’Italia e incarna bene quella dimensione del turismo lento che sempre più viaggiatori cercano, soprattutto nelle aree interne della provincia di Foggia: paesaggi aperti, silenzio, sapori veri.
Il 26 dicembre, però, il silenzio lascia spazio al profumo dell’olio caldo e alle voci della festa.
Cosa fare il 26 dicembre tra i borghi dell’entroterra pugliese
Se ti stai chiedendo cosa fare il 26 dicembre in un borgo dell’entroterra pugliese, la Sagra delle Pettole è una risposta, un appuntamento preciso, in piazza, con orari, profumi e persone reali.
La sagra si svolge nel cuore di Piazza Umberto I, nel centro storico del borgo. L’accesso è libero, l’atmosfera è familiare. Chi arriva da fuori trova spesso anche un pretesto per esplorare le strade del paese, affacciarsi sul panorama dei Monti Dauni o fermarsi a parlare con qualcuno.
Per chi pianifica un weekend natalizio nell’entroterra, Castelluccio si inserisce facilmente in un itinerario enogastronomico nella Valle del Celone: non lontano si trovano Celle di San Vito, uno dei borghi francoprovenzali d’Italia e Faeto, con la sua storia e la sua lingua unica. Tre realtà diverse, a pochi chilometri di distanza, che insieme compongono un ritratto inaspettato dell’Appennino meridionale.
Scopri Castelluccio Valmaggiore e l’Alta Valle del Celone
La Sagra delle Pettole è solo uno dei tanti motivi per avvicinarsi a questo angolo di Puglia interna.
Continua a esplorare il sito per scoprire i luoghi da visitare, gli itinerari nei Monti Dauni, le altre tradizioni locali, gli eventi e i sapori dell’Alta Valle del Celone. C’è più di quanto ti aspetti.
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PODCAST
L’Alta Valle del Celone
Dieci episodi per scoprire Celle di San Vito, Faeto e Castelluccio Valmaggiore attraverso la voce di chi questi luoghi li vive ogni giorno.
Un viaggio sonoro tra storie, memorie, tradizioni, paesaggi e sapori, raccontato dagli abitanti dei tre paesi. Il podcast accompagna il visitatore alla scoperta dell’anima più autentica dell’Alta Valle del Celone: una terra di boschi, borghi e comunità vive, dove ogni voce custodisce un pezzo di identità.
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